Non si tratta solo di teatro, ma del risultato di un percorso culturale e formativo condiviso. Per il terzo anno consecutivo, infatti, il Co.A.L.C.It. ha collaborato con il Master Sous-titrage et doublage dell’Université Côte d’Azur, coinvolgendo attivamente le studentesse in un progetto concreto e professionalizzante.
Guidate dal Prof. Stefano Leoncini, le studentesse hanno lavorato su tutte le fasi del processo: dallo studio del testo alla visione dello spettacolo, fino alla creazione dei sovrattitoli in francese. Un’esperienza che ha trasformato la teoria in pratica, grazie a un attento lavoro di sintesi e ricerca linguistica.
Grazie a questo progetto, lo spettacolo diventa accessibile anche al pubblico francofono, offrendo a tutti l’opportunità di immergersi nella lingua italiana.
La collaborazione del Co.A.L.C.It. con la compagnia Luna e GNAC, attiva da anni, continua così a unire qualità artistica e valore didattico, coinvolgendo studenti e appassionati.
Lo spettacolo racconta la storia di Antonia Louisa Brico:
nata nel 1902, in un’epoca di grandi cambiamenti e innovazioni, quando però una cosa ancora mancava… una donna sul podio a dirigere un’orchestra.
Vi aspettiamo per condividere insieme questa esperienza unica, tra teatro, lingua e formazione!
Lo spettacolo
1902. Quando Antonia Louisa Brico nasce, esistono già il telefono e il cinematografo, si viaggia in automobile e si beve Coca-Cola. Nel 1902 ecco la prima Cadillac e il primo film di fantascienza, il Viaggio nella luna di Georges Melies. Ma non è mai esistita una direttrice d’orchestra. Di Antonia e delle sua infanzia si sa pochissimo. Pochi anni dopo la nascita, a Rotterdam, viene adottata dai coniugi Wolthuis, che le cambiano il nome in Wilhelmina. All'età di cinque anni emigra a Los Angeles, negli Stati Uniti. La musica? Tutto nasce per caso, a dieci anni. Una visita dal medico e un rimedio che sa più di stregoneria che di scienza. “Le faccia suonare il piano, così smetterà di mangiarsi le unghie”. E quel vecchio piano, che il padre, netturbino, trova in discarica, è un regalo inatteso quanto deflagrante. La musica è una lingua segreta che ti batte dentro, la canticchi mentre rigoverni la cucina o stai in piedi sul tram per andare al lavoro. Invade i sensi e fa le orecchie fini. Ma poi succede che Antonia vuole di più. Non le basta suonare, non le interessa comporre, vuole che i suoni escano dalla carta, dove qualcuno li ha lasciati, e arrivino alle orecchie di qualcuno che li ascolterà. Attraverso di lei, nel modo in cui lei li sente dentro. Salire su un palco alto appena 20 centimetri ed entrare nel mondo della musica. Quel mondo in cui le donne non sono previste. Lei è l’imprevisto.